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Diario di viaggio Tour Chiapas


Di seguito il racconto del nostro diario di viaggio in Chiapas continuazione del magnifico soggiorno sulla Riviera Maya nella Penisola dello Yucatan.



Dopo 6 giorni trascorsi ad oziare sulle spiagge dei Caraibi, a scoprire le bellezza della Penisola dello Yucatan, abbiamo rifatto le valigie, pronti per un'altra avventura in Messico: il tour del Chiapas, uno degli stati più poveri del paese. Fortuna vuole che la partenza coincida con l’arrivo dell’uragano sulle coste del Messico. Dovevamo partire da Cancun per Tuxla Gutierrez con l’aereo, ma per questioni di sicurezza l’aereoporto è stato chiuso e quindi siamo partiti da Merida che abbiamo raggiunto dopo un viaggio di 4 ore in pulmino. Giunti lì, abbiamo preso l’aereo con destinazione Tuxla Gutierrez, e subito dopo il trasferimento per il molo di Chiapas de Cozo. La prima tappa del tour prevede l'escursione al Canyon del Sumidero, visitabile con una lancia a motore, navigando 35 km di torbide acque verdi racchiuse da pareti di roccia alte mille metri. Durante il tragitto, abbiamo avuto la fortuna di poter vedere tante specie di animali, quali coccodrilli, volatili, scimmie ululanti nelle loro divertenti esibizioni, 2 grotte, ed infine 2 meravigliose cascate una delle quali a forma di albero di natale.
Canyon del Sumidero
Messico: Canyon del Sumidero
La corsa di andata è durata circa un paio di ore, terminando all’imbocco della diga di Chicoasen. Dopo aver pranzato in un ristorantino messicano sito in prossimità del molo, abbiamo proseguito il viaggio verso San Cristóbal de Las Casas a 2260mt di altitudine. L’impatto con la cittadina è stato meraviglioso, una grande piazza “Plaza 31 de marzo” gremita di gente al centro della quale la cattedrale della nostra Senora dell’Assuntion. La città di San Cristòbal è molto colorata e allegra, le strade sempre piene di gente, sia stranieri che non. Il nostro albergo era in perfetto stile coloniale, basse costruzioni color pastello, con inferriate in ferro battuto e tetti coperti da tegole rosse. Il giorno dopo siamo partiti per la visita di due piccoli villaggi, discendenti dei maya, che ne conservano tradizioni, costumi e credenze. Del primo villaggio, San Juan de Chamula, abbiamo visitato il tempio che con la sua mole bianca, i colori vivaci dell’arco e della porta, si erige al centro della piazza. Qui, per ragioni politiche, non abbiamo potuto fotografare l’interno della chiesa e nemmeno i cittadini politici che passeggiavano nella piazza indossando poncho, cappelli e stivali in stile cowboy. Il pavimento della chiesa è tutto ricoperto di aghi di pino, ai lati, una successione di Santi al cui collo una serie di specchi. La guida ci ha spiegato che questi specchi vengono messi dai credenti che hanno chiesto la grazia, e che il Santo ha esaudito. I Santi con più specchi sono quelli che hanno fatto più miracoli. All’interno del tempio, con l’utilizzo di tequila e coca cola, si effettuano una serie di riti religiosi propiziatori per sconfiggere le malattie. Gli abitanti non credono nelle cure del medico, ma fanno ancora riferimenti agli sciamani che utilizzano la coca cola come medicina. Dopo aver fatto un giro per il villaggio e visto la povertà in cui questa gente vive, ci siamo spostati verso il villaggio di Zincantan, abitato dai Tzotzil, i cui costumi sono di un porpora intenso. La Chiesa, è stata ricostruita nel 1975 a causa di un incendio. Al suo interno abbiamo trovato tantissime statue di animali in terracotta. Ritornati a San Cristobal De Las Casas, abbiamo trascorso il pomeriggio dedicandolo allo shopping. Abbiamo fatto visita al mercato locale, ricco di colori e profumi molto intensi (alcune volte anche disgustosi). La mercanzia venduta va dalla coloratissima frutta e ortaggi, alla carne, animali vivi, erbe medicinali. Ci sono bancarelle che cucinano direttamente cibo, diffondendo nell’aria forti odori a volte più o meno piacevoli. Ovviamente per la pulizia che vi regna non è consigliabile comprare nulla. Oltre a questo, abbiamo visitato anche un mercato artigianale, che si tiene tutti i giorni intorno alla Chiesa di Santo Domingo, che risale al 1547 ed è uno degli esempi del barocco messicano, dove ci sono diverse donne vestite nei loro caratteristici costumi, intente a vendere la propria mercanzia, i loro tessuti colorati. Qui abbiamo comprato tantissime cose, ovviamente conviene contrattare molto prima di comprare. Il giorno dopo, partiamo per Palenque, lungo la strada facciamo sosta alle Cascate di Agua Azul. Uno spettacolo della natura!
Agua Azul
Messico: Cascate di
Agua Azul
Ci sono una serie di cascate impetuose che precipitano in un lago dalle acque freddi e turchesi. Purtroppo, quando siamo arrivati non abbiamo potuto fare il bagno in quanto i giorni prima aveva piovuto e le acque erano molto torbide e piene di fango. Abbiamo risalito le cascate lungo una stradina, fiancheggiata da un lato dai classici venditori, dall’altro dalla montagna con le sue infinite cascatine. Non potendo resistere a tanta bellezza io e Marco ci siamo rifugiati in un piccolo laghetto dalle acque limpidissime. Che spettacolo! Nel pomeriggio, ci siamo incamminati verso Palenque, ultima meta del nostro magnifico tour del Chiapas. Dopo esserci riposati e ristorati ai bordi di una piscina dall’acqua bollente, abbiamo cenato e siamo andati a dormire per recuperare le forze. Il giorno dopo si partiva per fare visita al sito archeologico di Palenque. Il sito, completamente immerso nella foresta tropicale, è costituito da quasi 500 edifici, ma non tutti sono stati riportati alla luce. Tali edifici sono stati costruiti tra il 600-700 a.c. senza l’ausilio di utensili in metallo o l’impegno di animali. Tra gli edifici più importanti abbiamo visto il Tempio delle Iscrizioni al cui interno c’era custodita la tomba del dignitario di corte: Pakal. Abbiamo risalito i 69 gradini che compongono la scalinata centrale, l’alto tasso di umidità ci ha colpito non poco, ma la sublime visuale di cui abbiamo goduto dalla sommità di questa piramide, ci ha ripagato della fatica dell’ascesa. Infine, abbiamo visto il Tempio del Sol, il Tempio de la Cruz con i rilievi di Kan Balam e il Tempio della Croce Laminata. Esausti di questi giorni intensi, ci trasferiamo in albergo per trascorrere la nostra ultima serata in Chiapas. Un bagno rilassante in piscina, e poi in giardino sotto un cielo stellato, con tequila a seguito, ripensiamo a tutto ciò che questo magnifico paese ci ha offerto: la gente, i colori, i sapori, il passato ed il presente, un mondo diverso dal nostro che ha lasciato un segno profondo nei nostri cuori. Il giorno dopo ritorniamo al Playa Maroma per trascorrere gli ultimi 4 giorni del nostro magnifico viaggio.
Consigli:
- I siti archeologici sono frequentatissimi dai gruppi di turisti organizzati dalle 10.30 del mattino ma non si trattengono mai oltre le 15.30 del pomeriggio. Pertanto, vi consiglio di pianificare la vostra visita prima o dopo questi orari, inoltre, la calura non è soffocante e la scalata alle piramidi è meno faticosa.
- Le scalinate di alcune piramidi sono molto ripide e la discesa può talvolta incutere un po' di timore: un buon metodo è quello di scendere non in linea retta, ma in leggere diagonali come se doveste sciare.
- Nel Chiapas le condizioni igieniche sono abbastanza precarie. E’ meglio non mangiare nulla dalle bancarelle. Inoltre nei wc non è possibile gettare carta, meglio abituarsi all’idea.
Mappa del sito
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